Un luogo dimenticato, una parte della storia di Cagliari di cui non rimangono testimonianze materiali. I racconti degli sfollati che l'hanno abitata nel dopoguerra si trasformano in suggestioni visive, prendendo ispirazione dal modo in cui i vuoti di memoria vengono naturalmente colmati dalla fantasia.
Un vecchio sussurra desideri a una conchiglia e la consegna al mare. Una bambina viaggia tra i paesaggi della Sardegna. La voce di una giovane donna racconta una favola sulla vita e la storia dei sardi attraverso i gesti, gli oggetti e i luoghi.
Il lavoro racconta uno stato d'animo, uno di quei momenti in cui il nostro cervello ci porta a vedere le cose in maniera diversa dal normale; una sensazione di estraniamento, bellezza e libertà di pensiero. Le immagini girate da me, nei miei archivi del cellulare, insieme alle immagini degli archivi pubblici di estranei, prese dai social, dialogano e giocano costruendo una storia attraverso associazioni di senso e di istinto.
Nina si sveglia inquieta nel cuore della notte, vaga per la casa e calpesta accidentalmente un ragno. Il padre le dice che la sua morte porterà sfortuna. Il giorno dopo Nina va in gita al mare con la madre e altri bambini. Tra le dune della spiaggia realizzerà ciò che la turba.